domenica 19 agosto 2012

Christine.

La vita nel rifugio non era difficile. Non quanto vagare per le Terre Perdute, fucile alla mano, zaino in spalla, alla ricerca anche solo di un oggetto che possa permettere la sopravvivenza un giorno in più. Nel rifugio di Upottery non era così. Una piccola fattoria, molto antica, fortificata dai sopravvissuti che vi arrivarono nel 1953. Un gruppo di ex-militari e cvili disperati, che dal '44 avevano tentato di sopravvivere come meglio avevano potuto. 1944. Tredici anni prima. Nel rifugio la vita non era difficile. Non c'erano attriti, non c'erano problemi di sorta. Coloro che avevano sentito storie di altri rifugi in cui gli abitanti si erano scannati fra loro per il cibo o il potere consideravano quella situazione di relativa pace una benedizione del Cielo. Quasi un tentativo di Dio di farsi perdonare per il fatto di aver mandato il Mondo a puttane. C'era abbastanza cibo, c'erano armi a sufficienza per cacciare e difendersi da predoni, Morti o animali selvaggi. Nel rifugio sopravviveva anche una famiglia. Padre, madre ed una ragazzina di sei anni, Christine. Giocava con le costruzioni di legno che Burton, il capoclan, aveva intagliato per lei. Era felice. Passare da una vita così facile ad una situazione di orrore assoluto fu ancora più semplice. Bastò che il vecchio Sinclair morisse per un attacco di cuore per scatenare l'inferno, per far sì che il rifugio si trasformasse in una trappola mortale. Heathcliff era uscito per una battuta di caccia con la sua squadra. Lui, Jean, Iris, Mark e Bob, l'americano. Avevano trovato un Morto dalla faccia ridotta in brandelli, lungo la strada, ma erano riusciti a superarlo. Questo era troppo. Ad essere colpita, ora, era la loro casa. Corsero dentro la fattoria, con le armi in pugno. Stava succedendo qualcosa di orribile, là dentro. Scoprirono cosa quando furono sulla soglia della struttura. Due Morti vennero verso di loro. Forse non erano neanche gli unici. In preda alla fame, si gettarono sui nuovi arrivati. La fame. La fame di un Morto lo rende più pericoloso di una scossa elettrica, o di un cane idrofobo. La fame di un Morto è un'arma di distruzione di massa. Il combattimento fu lungo, spietato. A colpi di ascia. Tutti si dettero da fare, mostrando un coraggio su cui speravano di non dover mai fare affidamento. Iris con la Webley, Jean ed Heathcliff con le loro scuri, Bob con il machete, Mark con le pistole, sfidarono i due Morti ed alla fine ebbero la meglio. Erano comunque tristi. Doppiamente tristi: uno dei due Morti era la piccola Christine Talbott. L'altro, invece, il povero Sinclair. Ma non c'era tempo di disperarsi: dalla cantina della fattoria si alzavano ancora le urla dei sopravvissuti. Non era finita.

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