mercoledì 22 agosto 2012

Fuori.

I Sopravvissuti non seppero dire quanto a lungo durò l'annientamento degli ultimi Morti nella fattoria, se pochi minuti o intere ore, perché nessuno di loro aveva un orologio funzionante. Semplicemente, quella lotta fu ancora più infernale dell'altra. Erano in guerra. Erano di nuovo in guerra, non si potevano fermare un momento. "IL PADRE HA RICHIAMATO A SE' I FIGLI NELL'IMMENSITA' DEL SUO GIUDIZIO, CONVERTITEVI ALL'ONNIPOTENTE!". Ecco, quello era il vero problema. Il revendo Castle, uno di loro, aveva ceduto alla follia, e cominciato ad usare il carburante per la motocicletta di Heathcliff per inondare i Morti e dargli fuoco. Solo, non stava inondando solo essi, ma anche i Talbott, il vecchio Nathan Phelps ed il povero Arthur Metcalf. "INCHINATEVI ALL'ONNIPOTENTE!". I tre Morti là sotto divennero intanto quattro, quando anche Pheps fu ucciso dal cadavere affamato di Burton e Metcalf venne colpito da un proiettile vagante. Accadde tutto troppo veloce. Troppo veloce perché Jean ed Heathcliff non decidessero di portare a termine l'orrido piano del Pastore, per distruggere tutto e tutti, sopravvissuti e Cadaveri assassini. Mors tua, vita mea.
Quando fuggirono dal sotterraneo in fiamme, con loro c'era anche Phelps. Era Morto, ma si era rialzato come se nulla fosse, con un terribile squarcio sul collo. Era Morto e non sapeva di esserlo. Nelle ore successive, tutti tentarono di riposare come meglio potevano, mentre di fronte a loro il Morto continuava a tentare di parlare con loro o a comportarsi "normalmente". Non fosse stato per la ferita, l'avrebbero scambiato per il solito, vecchio Phelps. Mentre i resti dei loro compagni, alcuni dei quali erano stati ammazzati da loro stessi, venivano inghiottiti dalle fiamme, l'angoscia per ciò che l'anziano volesse da loro aumentò sempre più, finché il Morto non comprese. "A questo punto, cosa dovreste fare?" si ritrovò a chiedere alla spaventata Iris. Tutti tremarono. Sapevano che Phelps avrebbe potuto t ranquillamente lanciarsi su di lei per ucciderla e cibarsene. Ma non successe. In men che non si dica, coraggiosamente, il Morto preferì scappare dal rifugio prima che i suoi istinti si scatenassero. Non disse nulla, non dette una spiegazione. Sparì nei boschi, facendo perdere le sue tracce. La notte passò tranquillamente, per quanto possibile. Iris aveva incubi che la costringevano a piangere sommessamente nel suo giaciglio, Mark Gillers, l'uomo venuto dalla Scozia, era in stato catatonico. Alle loro narici arrivava l'odore acre della carne bruciata. Assassini a sangue freddo. Ecco cos'erano. La mattina dopo non ci fu tempo per pensare. Andare verso Londra, a nord, era l'unica soluzione. Heathcliff e Jean decisero di partire con la moto, lasciando gli altri tre al rifugio, per fare una perlustrazione sulla strada. Non fecero neanche un'ora di viaggio, quando i predoni che infestavano le colline li accerchiarono e li presero prigionieri. Uomini in uniforme, con pezzi di divise inglesi ed americane indosso. Banditi senza pietà. Jean ed Heathcliff furono costretti a parlare, a dire dov'erano i loro compagni, ed una spedizione fu inviata a prenderli. Quando gli assalitori arrivarono d'innanzi al fortino, Iris, Bob e Mark capirono subito chi erano. Troppo mal organizzati e rozzi per essere veri soldati venuti a prenderli per portarli chissà dove, come dicevano di essere. In ogni caso, non ci fu tempo per pensare a chi fossero. Dalla cima della collina arrivò qualcosa, qualcosa di grosso. Tutti si voltarono in quella direzione, e videro un gigantesco carro armato, scortato da alcuni uomini, avvicinarsi. "In nome della Ricostituita Corona d'Inghilterra, arrendetevi ai Cavalieri!".

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