Dal diario di Richard Slyer:
"17 ottobre 1957.
Non amo scrivvere perche so che non so farlo, però serve. Spero che qualcuno trova questo diario, così sa che siamo esistiti.
Partiti alle sei del matino da Upotterry, siamo andati verso nord ovest per quattro ore. La zona di Londra pare disabbitata e la strada è brutta. Nessun incontro strano fino alla periferia, solo quando siamo arrivati ai primi palazzi. Strano a dirsi ma ho visto per la prima volta il Black Omen. Quei due pazzi figli di puttana, un uomo ed una donna, ci sono arrivati davvanti con il loro taxxi e si sono portati dietro una decina di Morti. Abbiamo messo al riparo le donne e i bambini e ci abbiamo dato giù. Armstrong, uno di quelli nuovi, è quasi morto sbranato e cinque dei miei (Brooks, Alkin, Witt, Sobel e Murphy) se ne sono andati. Sono rimasto contento della bravura coi fucili e i mitra del francese, Armstrong e gli altri che ha portato quel Habbot, se la sono cavata bene anche se per poco Armstrong non ci rimetteva (ma l'o già detto). Andata bene, poi dal Black Omen sono scesi una ragazzina di nome Monique Taylor e Martin Sterey. Dicono che se ne stanno tutto il giorno a portare medicinali e roba varia in giro fra i rifugi. Pazzi bastardi. Ci hanno chiesto di scortarli verso Radio Londra, ma no grazie. Prima tiriamo fuori le donne e i ragazzi da questo macello, meglio è. Altra cosa strana ci hanno chiesto se avevamo dell'esplosivvo. Non abbiamo un cazzo, però non hanno voluto dire a che gli serve. Poi se ne sono andati. Ripartiamo domattina, ci siamo fermati per la notte nel piano terra di un palazzo bombardato. Buonanotte".
Dal diario del capitano Francis Habbot:
"18 ottobre.
La compagnia è ripartita dal quartiere residenziale all'alba. La nottata è passata tranquilla, a differenza della giornata nel suo insieme. Se già la battaglia contro quella marmaglia di Morti ha messo a dura prova le nostre forze, nella giornata odierna, mi duole dirlo, è accaduto l'impensabile.
Ci hanno dimezzato, Dio è stato severo con noi.
La cosa è avvenuta attorno alle dieci nel mattino, avevamo già lasciato Londra per dirigerci verso nord-est quando siamo entrati in una zona boscosa, mal tenuta. Sembrava non esserci nessuno, ed invece abbiamo subito un altro attacco. Sono usciti fuori dalla boscaglia, tre gruppi dei nostri uomini sono stati presi alla sprovvista ed hanno avuto la peggio. Ancora più snervante è stato il fatto che quel maledetto Cromwell si sia impantanato. Per farla breve, i pochi di noi che non ce l'hanno fatta a resistere al flusso dei Morti sono fuggiti nella boscaglia, lasciando dietro di sé il carro armato ed almeno sei dei civili che erano al rifugio con lo Yankee. Non è stata una bella esperienza, fuggire assieme ad una folla impazzina fra i boschi. Alcuni di noi, come Heathcliff (santo cielo, che kitch!) e Chevalier si sono persi nella boscaglia nel corso di una perlustrazione. Per fortuna che non hanno incontrato minacce. Feriti, ce li siamo portati dietro nella boscaglia... miss O'Hara dice di aver trovato ingenti quantità di sangue a terra, isolate, e degli strani "simboli" fatti con legnetti, probabilmente bizzarro parto di una mano umana, mentre ci allontanavamo dal luogo della battaglia. Non so cosa siano, forse solo messaggi di aiuto di qualche superstite, ma non passerei un giorno in questa maledetta boscaglia più del necessario! Buonanotte.
Aggiornamento delle 05.12 AM del 19 ottobre: subiti tre attacchi nella nottata. Le truppe sono distrutte e molti non si sentono bene. L'accampamento è stato in pericolo, non mi piace... spero che questa maledetta Magione compaia di fronte a noi abbastanza in fretta, per dio!".
Dal diario di Martin Fogarty, sopravvissuto americano della banda di Buck:
"Diciannove ottobre.
Dio, cos'abbiamo fatto.
Vecchi scrupoli si affacciano nella mente di un uomo che ucciso viventi e straziato carne di Morto per anni prima di oggi. Abbiamo subito un attacco di un gruppo di predoni, uscendo dalla foresta. Maledetti. Forse è vero che la legge del taglione è vera, Signore: dopo anni di attacchi ad altra gente indifesa come noi, i pochi che sono sopravvissuti alla carneficina di ieri hanno dovuto vedere con i propri occhi a cosa porta il non seguire la Tua parola. Un gruppo di predoni ben attrezzati ci ha sorpreso mettendoci sotto tiro con dei fucili da tiro, da una posizione rialzata nella foresta. Chiedevano i nostri viveri, i nostri preziosi viveri... roba da mangiare e munizioni. Abbiamo acconsentito: del resto sembrava che questo maledetto castello fosse dietro l'angolo. Hanno chiesto due donne, due donne del gruppo per portargli i rifornimenti. Lizzie Cardighan e Iris O'Hara si sono offerte, portando due zaini carichi di roba verso i bastardi che ci stavano tenendo sotto tiro. Signore... cos'ha dovuto affrontare Lizzie... ci ha raccontato di come i banditi avessero attenzioni morbose su di lei... se non avessimo inviato un gruppo di avanscoperta per tenere sotto controllo la situazione, forse sarebbe andata a finire male. Quella O'Hara è un osso duro, non ha permesso al bandito di leccarla sulla faccia, come ha fatto alla moglie di Buck... una pazza, forse, si è ritrovata una pistola in faccia. Meno male che nella battaglia avvenuta subito dopo abbiamo avuto la meglio. Qualche minuto di totale caos di fronte ai nostri occhi... la paura nella mia mente, il rimorso... sissignore, il rimorso per tutti quei sopravvissuti a cui ho dovuto strappare via di dosso armi, cibo, munizioni... quanto ancora durerà, tutta questa follia?
Abbiamo lasciato i predoni nel bosco, legati. I Morti gli saranno addosso in poco tempo, avranno quello che si meritano. Circa un'ora dopo abbiamo superato il piccolo borgo di Redbridge (ma abbiamo trovato alcune cose che non ci hanno convinto, strani segni per terra in una delle case...). Finalmente siamo arrivati di fronte alla magione Hertford... non mi aspettavo fosse così... un'intera villa trasformata in una specie di forte: recinti elettrificati, cancelli in metallo... sembra una prigione. Ma siamo in un posto accogliente. Ho appena fatto in mio primo bagno caldo da... non so da quanto. Ma qui siamo fra amici, un forte per sopravvissuti come noi, c'è un piccolo esercito stabile con gerarchia, sopravvissuti ben vestiti che sembrano aver vissuto nell'opulenza per tutti questi anni.
Strano, Signore, passare così in fretta dall'inferno al paradiso. Strano".
Estratto dal diario della baronessa Catherine di Hertford:
"20 Ottobre.
Strana giornata, devo ammettere. Strana per molti motivi. Il gruppo dei nuovi arrivati si è rivelato molto più difficoltoso da seguire... quel pallone gonfiato di Habbot, durante la cerimonia di benvenuto, mi ha rivelato il passato di Buck come predone. Quale criminale, merita la prigione. Ci sono state delle reazioni che mi hanno fatto pensare, da parte di alcuni uomini arrivati con la spedizione. Cinque persone, inclusa una ragazza... mi ha fatto riflettere il modo in cui sono intervenuti in difesa del predone, che inoltre, a loro detta, deve averli anche tenuti prigionieri, in passato. Strana rezione... dicono che è stato "pietoso", con loro... la loro veemenza mi ha colpito, fisicamente sembrano adatti allo scopo. Non hanno familiari... ed hanno conosciuto con mano l'orrore delle Terre Perdute. Forse sono gli uomini giusti per la missione diplomatica presso gli altri rifugi. Hanno accettato di sottoporsi all'addestramento, e di partire: sanno che questo paradiso non durerà per sempre, se non troviamo alleati. Se arrivassero i tedeschi in Germania, se il IV Reich mettesse le sue mani sulle nostre coste... no, non ci voglio pensare. Devono partire il prima possibile (...)".
Fichissimo, con tutti i punti di vista diversi :D
RispondiElimina;)
RispondiElimina